Anche quest’anno, un pullman con 40 penne nere è partito sabato mattina da Rovato alla volta di Udine, per la 94a Adunata Nazionale. Arriviamo all’albergo in Arta Terme, a ben 60 km dal capoluogo verso le 12,00; già dal pranzo credo che le gentilissime proprietarie dell’albergo abbiano sospettato ciò che anche nei giorni successivi Le avrebbero attese: brindisi all’Alziamo il bicchier e canti alpini a squarciagola…

Sabato pomeriggio scendiamo ad Udine mentre si apre un bel cielo sereno, dopo la pioggia del mattino; visita del centro città, un fiume di cappelli con penna e cittadini riempiono strade e piazze. Si avverte un piacevolissimo senso di fratellanza, ci si sente “ospiti” di questa gente friulana, come se costoro avessero un debito nei confronti degli alpini…hanno sicuramente buona memoria. Passiamo una bella serata in città, tra i tanti punti di ristoro e divertimenti; rientro in nottata all’albergo.

Domenica mattina piovosa e giornata uggiosa, partenza per l’evento primario: l’Adunata! 

Città comunque piena di gente sotto la pioggia, in continuazione si sentono le fanfare alpine con l’immancabile “Trentatrè”…l’inno degli alpini…; pranzo veloce e ammassamento nella zona riservata alla Sezione di Brescia, sempre sotto una “pesante umidità cadente dal cielo… “.

Ecco che verso le 15.30 cominciano a vedersi movimenti nel nostro settore…ok, col nostro cappello inzuppato e pesante un chilo.. si parte! Smette anche di piovere…Perfetto!!

Inizia il turbine delle emozioni: c’è tanta gente ai lati delle transenne, bagnati anche loro dalla pioggia, ma ci sono, sono lì ad applaudirci, a ringraziarci, perché il giorno della sfilata è il nostro giorno, mentre tutti gli altri siamo noi a disposizione dei cittadini con i servizi di protezione civile, di collaborazione con associazioni, volontariato nelle scuole e istituti..ecc.

Che bello quando dalle transenne i bambini ti porgono la manina cercandoti un “cinque”, vedere signore anziane visibilmente emozionate anche loro.. e allora su la voce, canzoni alpine per dare calore a questa fiumana di cappelli che sfilano, e grida di “auguri alle mamme” contraccambiati da forti applausi perché oggi è anche la loro festa, e noi tutte le mamme le ringraziamo.

Arriviamo alla fine del percorso; finisce sempre troppo presto questa sfilata, si vorrebbe durasse molto di più; comunque, abbiamo fatto un bel bottino di emozioni e di ricordi per un bel po’ di tempo.

È difficile da spiegare cosa si prova ad essere dentro uno schieramento di alpini durante una sfilata; ti carica a tal punto da farti dimenticare le fatiche e gli impegni di un’annata svolti nei nostri gruppi, il calore che ti trasmette la gente ti rende orgoglioso di essere Alpino, ..di essere Italiano.

Rientriamo per cena in albergo; a tavola, coinvolgiamo nei canti un numeroso ma “timido” gruppo di alpini piemontesi ed altri clienti dell’albergo, con successivo scambio di gagliardetti. Il lungo “dopocena” causa l’emozione delle proprietarie e di altre persone in albergo, al canto di Stelutis Alpinis (in friulano), la nostra Madonnina dai riccioli d’oro, Signore delle cime…lacrime speriamo causate per l’emozione provocata dalle belle canzoni e non per le ..qualità canore non proprio professionali dei tanti cantori, che comunque ci hanno messo l’anima nel cantare… si fa tardi nella hall dell’albergo con un gruppetto di simpaticissimi Alpini di Monza.

Il lunedì, come da nostra tradizione, è una giornata per visitare i luoghi storici e culturali nelle zone dell’adunata; alle 8,30 ci si reca a Timau, ad un tiro di schioppo dal confine con l’Austria, per visitare il Museo della Grande Guerra con una sezione speciale dedicata alle Portatrici Carniche, donne che al tempo della grande guerra combattuta proprio su queste montagne svolgevano lavori faticosissimi di trasporto a spalla mediante “gerle” pesanti anche 30:40 kg di materiali, munizioni, ecc. fino a ridosso delle prime linee italiane, dando un grande contributo all’esercito Italiano; molto bello e ricco di reperti il museo, scambio di gagliardetti col responsabile Museo. Visitiamo la Chiesa del Cristo Re, con all’interno un Crocifisso ligneo alto 15mt, il più grande d’Europa.

Si parte per Venzone (UD) dove alle 11,30 ci incontriamo con Ivo Del Negro, Presidente della Sezione Alpini di Gemona, fuori dalla Caserma Feruglio, sede dell’8° Reggimento Alpini della Brigata Julia; in sfilata, con inno del “trentatre” facciamo ingresso nel cortile della caserma operativa, ricevuti dal Colonnello Colussi comandante del Battaglione Tolmezzo: insieme, procediamo in sfilata fino al monumento ai caduti del Btg., e cerimonia di deposizione di una corona d’alloro con Onori ai Caduti.

Pranzo in un bel ristorante della zona con ospiti il colonnello Colussi e sott’ufficiale, Ivo del Negro e rappresentanza di 2 Gruppi di Alpini: scambio di gagliardetti e doni, ricevendo dal Colonnello un bel Crest che ben sfoggeremo in sede.

Si prosegue poi per l’affascinante Aquileia, località Patrimonio Mondiale Unesco per l’importanza della sua area archeologica e per la bellezza dei mosaici pavimentali che ospita; sempre con il gentilissimo Ivo del Negro, ottima e preparatissima guida turistica, prima ci spiega la storia dall’antichità a tutt’oggi di Aquileia, poi accediamo al sito della Basilica; visitiamo il Cimitero degli Eroi, dove si trovano diverse opere monumentali, prime fra tutte l’Arcosolio, un sarcofago inserito in una nicchia che contiene i 10 militi ignoti, compagni per pochi giorni del più famoso “Ignoto Militi” che invece riposa nell’Altare della Patria al Vittoriano a Roma; davanti a questo sarcofago, si trova anche la tomba di Maria Bergamas, designata come Madre di guerra incaricata nel 1921 di scegliere tra 11 bare di soldati ignoti raccolti sui più cruenti campi di battaglia ed allineate nella Basilica di Aquileia, la Salma che rappresenterà Il Milite Ignoto Italiano. Visita delle varie zone interne della Basilica; disposti a cerchio per un momento di raccoglimento davanti all’altare della Madonna, intoniamo un emozionante canto  “Dell’Aurora tu sorgi più bella”…concentrando l’attenzione dei tanti visitatori su di noi.

Il tempo è tiranno, salutato e ringraziato Ivo, si parte in pullman per il rientro a casa, con il ricordo di un’altra bella ed emozionante Adunata trascorsa in ottima compagnia col Gruppo Alpini di Rovato.

A Vicenza!

                                    Vice-capogruppo Alpini Rovato Alborghetti Simone