Erano le 20.40 del 24 luglio 1941 quando il Conte Rosso, un transatlantico italiano della Seconda Guerra mondiale lungo 180 metri, fu affondato da un sommergibile inglese. 8 minuti dopo era già scomparso, inghiottito per sempre negli abissi, trascinando con sé nelle profondità del mare 1297 giovani italiani che erano a bordo, partiti per la Libia durante la Seconda Guerra mondiale. Il Conte Rosso fu il protagonista di uno dei più grandi disastri della storia della Marina italiana come numero di morti.
Ma il fatto straordinario è che uno dei superstiti, Corrado Codignoni, all’età di 103 anni, è ancora in vita. La sua strada si è incrociata con quella di Mario Bonetti e Giovanni Zanotti, abilissimi registi orceani, capaci di indagare e frugare nelle pieghe della storia attraverso i documenti e i sentimenti dei protagonisti. Ne è uscito un bellissimo e originale documentario, dal titolo “La notte del Conte Rosso”, prodotto dalla Podet Production, che si è meritato l’ambito podio a Caorle il 21 settembre, durante la 76esima edizione del Film Festival. “La notte del Conte Rosso” ha vinto il premio come miglior documentario. Il film è stato patrocinato dall’Istituto del Nastro Azzurro, che raccoglie i militari italiani insigniti di una medaglia al valore, dall’Associazione nazionale Combattenti e reduci e dall’Associazione nazionale Mutilati e Invalidi di guerra.
In programma ci sono ora 4 anteprime aperte al pubblico, per poi passare alla proiezione del documentario su scala nazionale e successivamente sulle piattaforme streaming. L’esordio sarà giovedì 21 novembre a Perugia, poi il 22 a Gubbio, città Natale di Codignoni, e mercoledì 27 novembre il documentario arriverà a Brescia al cinema Sereno, per poi approdare ad Asti lunedì 2 dicembre.
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato, sia di aver vinto in concorso con altri 180 film, sia di aver raccontato una storia totalmente dimenticata, che ci ha davvero appassionato – spiega Mario Bonetti. “Io soprattutto mi sono sentito molto coinvolto: mio nonno materno, Carlo Ferrari, è stato uno dei sopravvissuti a questo naufragio, l’unico della provincia di Brescia. Anche gli enti patrocinanti ci hanno reso orgogliosi, perché ci hanno supportato nella realizzazione e anche nella diffusione del documentario. Spero che gli orceani vengano a vederlo a Brescia. Credo sia una storia che merita di essere conosciuta”. Per prenotazioni all’anteprima di Brescia, telefonare al numero 3534514719 Silvia Pasolini