Sono quasi due anni che, causa pandemia, non avevamo l’occasione di scrivere di spettacoli in scena al Teatro Bonoris di Montichiari. Qualcosa, in verità, è stato fatto nelle scorse settimane, come ad esempio, lo scorso 19 dicembre, il tradizionale concerto di Natale della Banda Carlo Inico.
Ora, però, sulle assi di questo piccolo ma glorioso teatro torna la prosa. Mercoledì 19 gennaio, infatti, alle 21 si esibiscono due attrici provenienti da ambiti completamente diversi: Ambra Angiolini e Arianna Scommegna, che, dirette da Serena Sinigaglia, si sono messe insieme per presentare «Il nodo», dell’americana Johanna Adams, una delle voci più interessanti della nuova drammaturgia statunitense (non a caso è già insignita di numerosi premi e riconoscimenti).
Spettacolo di grande attualità, questo che ha come protagonista la ex ragazza prodigio di Gianni Boncompagni: parla, infatti, del bullismo. In scena la madre di un bambino coinvolto in un episodio di bullismo, che si confronta con la maestra del figlio. La pièce è ambientata in un’aula di una scuola pubblica, nell’ora del ricevimento (il colloquio, insomma). Davanti ad una maestra di quinta elementare si presenta la mamma di un allievo: qualche giorno prima, suo figlio è stato sospeso ed è tornato a casa pieno di lividi. La madre fatica a parlare, ma è determinata: vuole capire cosa è accaduto e, soprattutto, perché è accaduto. Suo figlio è stato vittima di bullismo o è stato lui stesso a bullizzare un compagno? Forse l’insegnante l’ha trattato con asprezza…
Questo è il centro del discorso, il «nodo» su cui bisogna far luce. Ma per sciogliere il nodo è necessario cercare e trovare la verità. Non c’è altra soluzione; e bisogna farlo perché, in conseguenza di quanto accaduto, il figlio ha commesso qualcosa di tremendo, di irreparabile…
«Questo spettacolo – ha detto la regista Serena Sinigaglia – non è solo un testo teatrale sul bullismo, ma un confronto schietto sulle ragioni che lo generano. Osa porsi domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più».
Uno spettacolo, aggiungiamo, che induce riflessioni su valori e responsabilità fra il mondo della scuola e quello della famiglia: realtà che dovrebbero collaborare, ma che spesso, purtroppo, si mettono in contrapposizione. MTM