Tempo fa avevamo raccontato dell’inizio dei lavori per la costruzione, all’Ospedale di Manerbio, del nuovo polo oncologico, che, grazie ai fondi alla Fondazione Renato e Damiana Abrami, e grazie al progetto dell’ingegner Renato Brignani, una volta realizzato e attrezzato di tutto punto, sarà in grado di offrire alla comunità una cosa che, in questo campo, è fondamentale: la prevenzione. L’obiettivo è dichiarato: attraverso le più moderne e incisive tecniche, fare in modo che la vita delle persone colpite dal male non diventi un inferno.

Il nuovo polo oncologico che sta per nascere è ben visibile da tutti coloro che vanno all’Ospedale di Manerbio, ma anche da tutti coloro che passano dalla strada: infatti è proprio lì, sulla destra, subito dopo gli ambulatori e il punto prelievi.

Ritorniamo sull’argomento per dire, con grande soddisfazione, che i lavori non solo proseguono alacremente, ma, anche se guardando da fuori non si nota troppo, siamo a buon punto. Certo, fuori ci sono ancora tutti i ponteggi, e gli operai vanno avanti e indietro per portare avanti i lavori. Chi passa nel tunnel che porta dal punto prelievi alla reception dell’ospedale, nota un grande edificio a tre piani, che, pur essendo già arrivato là in alto dove doveva arrivare, necessita ancora di parecchi interventi.

Ma gli interni, pur non essendo pronti (ricordiamoci che non stiamo parlando di una casa o di un condominio, ma di un ospedale: quindi una cosa molto complessa…) sono a buon punto. Diciamo che, se tutto andrà come dovrebbe, entro l’estate il cantiere potrebbe essere smontato.

Allora si potrà vedere tutto ciò che dà corpo alla struttura: camere, ambulatori, area soggiorno, palestra e molto, ma molto altro ancora. Un centro oncologico di tutto rispetto, insomma, moderno e ben attrezzato, che grazie ai soldi della Fondazione e alle idee dell’ingegner Brignani sarà sicuramente un punto di orgoglio per l’intera comunità.

V’è da rilevare che, come capita sempre in queste occasioni, in corso d’opera i costi sono lievitati. Per alcuni imprevisti che sono usciti strada facendo (come ad esempio la necessità di bonificare il terreno: siamo nella Bassa, terra di acqua…), ma anche per l’oramai arcinoti aumento dei costi delle materie prime, con i quali, da un po’ di tempo a questa parte, ci confrontiamo oramai ogni giorno, anche quando andiamo al supermercato.

Purtroppo la costruzione del nuovo polo oncologico non fa accezione: i rincari colpiscono anche lì.  MTM