Quando è nata l’associazione Abio a Manerbio, di cosa si occupa e quali sono le sue finalità?
L’Atto Costitutivo di ABIO Manerbio reca la data del primo marzo 2010: da pochi giorni abbiamo festeggiato quindici anni di attività. Nata per volontà di sei Soci fondatori che, dopo un periodo di “tirocinio”, a carico di Fondazione ABIO Italia, sia in reparto sia in materia di organizzazione del proprio Consiglio Direttivo, diedero vita ad un’associazione locale capace di convogliare a sé, in forza della fattiva collaborazione con l’Ospedale, l’interesse di un più ampio territorio.
ABIO, acronimo di Associazione per il Bambino in Ospedale, è un movimento presente su tutto il territorio nazionale dove, grazie all’impegno di cinque mila Volontari presenti in duecento reparti di Pediatria, offre ai bambini e agli adolescenti ricoverati un servizio di accoglienza costante e qualificato: ABIO è il sorriso portato dove c’è la malattia, è il colore che arriva in un ambiente che può fare paura. Ogni associazione locale svolge un servizio di cura e gestione della sala giochi, si attiva in ambito di raccolta fondi e donazioni, partecipa e promuove iniziative di sensibilizzazioni, si fa testimone della “Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale”, documento che riprende la Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza, redatta nel 2008 da Fondazione ABIO in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria.
ABIO Manerbio, nel rispetto del Codice del Terzo Settore, è iscritta al Registro Unico in quanto OdV – Organizzazione di Volontariato riconosciuta. Lo Statuto, adeguato alla normativa, afferma al primo articolo l’adesione di ABIO Manerbio al Movimento ABIO e riconosce in Fondazione ABIO il soggetto custode dei propri valori, a tutela e garanzia di una formazione adeguata al servizio reso e di un profilo istituzionale corretto.
Negli ultimi anni l’associazione, che opera all’interno del reparto di pediatria di Manerbio, ha fatto più volte appello alla cittadinanza per il reclutamento di nuove “leve”. Quanti sono ad oggi i volontari Abio e quanti ne servirebbero?
Il volontariato promosso da ABIO Manerbio ha inevitabilmente incontrato una battuta d’arresto brusca e difficile nel periodo pandemico. L’accesso al reparto, prima interdetto e poi per molto tempo correttamente sottoposto a limitazioni da parte dei sanitari, ha alimentato nei Volontari di Manerbio, ma in generale nei Volontari di tutto il Paese, timori giustificati, talvolta legati a dolorose esperienze personali. Per questo motivo la ripresa è stata difficile e per questo motivo gli appelli si rendono oggi ancor più necessari. Nel passato i Volontari di ABIO Manerbio erano presenti in reparti tutta la settimana, tra turno mattutino e turno pomeridiano. Oggi, dopo che a giugno dello scorso anno abbiamo ricevuto dalla Direzione Sanitaria il permesso di essere presenti nella fascia pomeridiana e dopo che a fine 2024 abbiamo completato un primo corso per nuovi Volontari, siamo in grado di garantire due turni settimanali. Tradotto in “numeri”, tornare al regime passato sarebbe possibile grazie ad almeno una quindicina di Volontari attivi. Integrare l’attuale gruppo di lavoro in reparto con almeno una decina di nuovi Volontari è l’obiettivo che ci siamo prefissate con il Corso 2025 che prenderà il via il prossimo lunedì 17 marzo.
Come si diventa volontari ABIO? Ci sono requisiti specifici necessari per chi intende dedicarsi a questa attività?
Per diventare Volontari ABIO è necessario seguire un corso di formazione. Il tema della formazione è fondamentale ed obbligatorio nella vita del Volontario ABIO, a sottolineare il percorso di serietà e consapevolezza che deve accompagnare l’inserimento in un contesto tanto delicato. Non ci sono requisiti particolari se non la maggiore età, lo stato di buona salute, l’impegno a svolgere con continuità un turno settimanale di tre ore, mattina o pomeriggio, a garantire la propria presenza alla GIORNATA NAZIONALE ABIO che si tiene ogni anno l’ultimo sabato di settembre e vede i Volontari ABIO di tutta Italia scendere in Piazza con il “cestino di pere”. Va da sé che il far parte di un gruppo significa condividere valori e obiettivi, significa saper collaborare e mettere in comune quel bene che promuoviamo e che raccogliamo nel nostro agire da Volontari. ABIO al Volontario chiede inoltre continuità perché l’Associazione, non va dimenticato, sigla una convenzione con l’ASST di riferimento ed è in forza di questa convenzione che noi possiamo affermare che rendiamo un servizio alla Comunità: la presenza dei Volontari ABIO in pediatria rappresenta un tassello importante nella costruzione dell’Ospedale a misura di Bambino. Patrimonio di tutti, obiettivo che si raggiunge solo insieme all’Azienda Ospedaliera e al personale medico ed infermieristico, alle Istituzioni, ai donatori, ai tanti “ABIO amici” che nel corso di questi anni hanno percorso con noi tratti della loro strada e che sentiamo di dover ringraziare con tutto il cuore.
Come è strutturato il corso di formazione?
Il corso di formazione prende sempre il via con un incontro di carattere informativo nel corso del quale le responsabili del Settore Formazione di Fondazione ABIO illustrano ogni aspetto del servizio. L’incontro ha carattere obbligatorio e solo al termine i partecipanti potranno procedere all’iscrizione.
Il corso si compone poi di ulteriori quattro incontri: due a cura di formatori e psicologi indicati da Fondazione ABIO, lavori di gruppo e seminario psicomotivazionale, uno sanitario a cura del personale medico ed infermieristico della Pediatria, a cui fa seguito il tema del gioco e la vita di reparto. Ultimo, l’incontro dedicato all’associazionismo in cui si affrontano i temi della gestione dell’associazione, le responsabilità in capo al Consiglio Direttivo, i termini dell’operatività nel suo complesso.
Il calendario sarà naturalmente condiviso con quanti decideranno di proseguire e accogliere questa esperienza nella propria vita. Mi preme sottolineare l’aspetto della competenza che accompagna ogni nostro corso. Noi Volontari di ABIO Manerbio ci impegniamo nella fase di promozione del corso e di testimonianza dell’attività che svolgiamo, attività che contempla anche la raccolta fondi rendendo possibili questi corsi, ma il compito della formazione, affinché il servizio acquisisca valore e uniformità, è in capo a dei professionisti. I Volontari sono il bene più prezioso per l’associazione.
I volontari quante ore alla settimana dedicano all’interno del reparto di pediatria?
Ai Volontari viene richiesto un turno settimanale di tre ore, la mattina o il pomeriggio, da tenersi per lo più nei giorni feriali, secondo le proprie disponibilità e sulla base di un calendario che il gruppo definisce in accordo con la Responsabile dei Volontari, che di norma è membro del Consiglio Direttivo. Inoltre è richiesta da Fondazione ABIO la partecipazione al banchetto in occasione della GIORNATA NAZIONALE ABIO di fine settembre. Due sono le ragioni: la prima è che grazie alla presenza dei Volontari su tutto il territorio nazionale essa rappresenta un significativo momento di sensibilizzazione, la seconda risiede nel fatto che il nostro cestino di pere, ceduto a fronte di offerta, consente alle associazioni locali di attivarsi in materia di raccolti fondi e di pianificare così la propria attività nel corso dell’anno.
Quali sono i risultati che nel corso degli anni avete ottenuto con questa importante attività?
Il risultato principale è che grazie ai Volontari, che in questi anni si sono passati idealmente il testimone, ABIO Manerbio offre al nostro Ospedale un servizio qualificato di accoglienza in Pediatria. Servizio accompagnato da donazioni che hanno reso ospitali le stanze di degenza, penso alle poltrone letto e alle “Coperte di mamma&papà”; al reparto, penso alle decorazioni e ai giochi a parete multisensoriali; alla sala giochi e alla sala di attesa del pronto soccorso pediatrico del nuovo reparto interamente arredata grazie al sostegno di un’azienda locale; penso ai tantissimi libri e giocattoli che in questi anni hanno allietato i piccoli pazienti. Ci piace pensare che ABIO sia riuscita a portare il suo messaggio e la sua capacità di stare “dalla parte dei bambini” nelle nostre Comunità. Abbiamo raccontato il Volontariato con il linguaggio dei piccoli e dei ragazzi partecipando ai progetti delle scuole di ogni ordine e grado, abbiamo avviato una felice collaborazione con la STRAMANERBIO dando vita insieme agli organizzatori al trofeo dedicato ai più piccoli, abbiamo testimoniato il nostro “essere ABIO” scendendo in piazza su invito delle Istituzioni; in accordo con la Regione, le ABIO lombarde si sono attivate, laddove presenti come a Manerbio, ad effettuare un servizio di accoglienza presso gli HUB Vaccinali pediatrici; insieme a Dellino Farmer, abbiamo promosso un flash-mob sulle note del nostro inno “L’ISOLA”, un’attestazione di gioia e speranza dopo la pandemia.
Quali progetti per il futuro?
Il nostro progetto è il sogno di continuare a garantire al reparto di Pediatria un servizio continuativo. Progettare un corso significa credere fortemente nel valore del proprio servizio, sapere quale e quanta importanza ha la presenza dei Volontari in sala giochi: ce l’ha per i bambini e per gli adolescenti che trovano momenti di sollievo e distrazione nel corso della degenza; ce l’ha per i genitori che nei Volontari trovano ascolto; ce l’ha per i medici e per gli infermieri che trovano in noi discreta collaborazione. La salute, come recita l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “è uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia”. Ricordo quindi i termini del Corso per Volontari ABIO: l’appuntamento è per lunedì 17 marzo, alle ore 16:00 presso l’Aula Magna “Monsignor Franceschetti”, ingresso dell’Ospedale.