È stata una serata particolare, quella organizzata dal Rotary Cortefranca lo scorso 5 marzo presso un noto ristorante della zona. Questa volta il tema affrontato è stato prettamente scientifico, andando oltre i confini del nostro mondo, verso i segreti più affascinanti dell’universo.
L’incontro si è aperto con gli inni, l’omaggio alle bandiere, i saluti del presidente Davide Mai Palazzolo a tutti i membri del Rotary presenti e agli ospiti tra cui: Francesco Chiarelli presidente dell’Interact, Elisabetta Gnutti rotariana in visita, Silvia Contrini comandante della Polizia Locale di Rovato, Paola Milani dell’Innerclub Brescia Nord, Matteo Corsini di Round Table Rovato.
Un saluto speciale è stato rivolto a Claudio Cremaschini, relatore della serata, che ha affrontato il non semplice tema dal titolo “I plasmi astrofisici e la fusione nucleare: un viaggio nel cuore delle stelle e dell’energia del futuro”.
Cremaschini, classe 1984, scienziato nostrano di Pompiano, è un astrofisico noto per i suoi studi sui plasmi astrofisici e sui regimi cinetici in assenza di collisioni. Lavora come ricercatore presso il centro di fisica dell’Università di Opava in Repubblica Ceca. Ha scritto ben 81 pubblicazioni che esplorano temi come gli equilibri cinetici non simmetrici nei plasmi magnetizzati e i dischi di accrescimento attorno a oggetti compatti, e diversi articoli usciti su riviste scientifiche specialistiche internazionali.
Nel suo intervento è partito dalla spiegazione di cosa sia il plasma che, dopo lo stadio liquido, solido e gassoso, costituisce il quarto stato della materia. Fino a cento anni fa circa, tuttavia, questo stato fisico non era conosciuto in quanto sul pianeta Terra troviamo solo i primi tre (pensiamo ad esempio all’acqua che possiamo trovare nello stato solido come ghiaccio, liquida o gassosa come vapore). La fisica dei plasmi è pertanto una disciplina recente che ha avuto origine con l’osservazione tecnologica dell’universo e con i viaggi spaziali.
Il plasma infatti è uno stato alterato della materia che consiste nella rottura del legame tra i nuclei degli atomi e i loro elettroni. Il 99% della materia dell’universo si trova allo stato di plasma, che non è presente sul nostro pianeta in quanto questa alterazione dell’equilibrio atomico richiede l’azione di una forze esterne e energia molto elevate. La gravità terrestre è troppo debole per poter alterare la materia portandola allo stato plasmatico ma, le immense forze gravitazionali dei corpi celesti e la grandissima energia presente nelle stelle e nelle galassie, consente la trasformazione della materia in plasma. In questo stato le normali leggi della fisica classica non sono più valide, tanto da dare origine oggi a diverse discipline che studiano la fisica dei plasmi. Quest’ultima non è una scienza univoca in quanto queste leggi sono diverse in base alla moltitudine degli stati plasmatici esistenti.
Si è scoperto che il plasma ha la caratteristica di conservare e rilasciare energia e l’idea dei ricercatori sarebbe quella di arrivare a riprodurre in piccola scala questo stato con applicazioni specifiche in campo energetico. Tutto ciò permetterebbe di produrre energia in modo pulito grazie alla fusione nucleare. Attualmente esistono applicazioni industriali che consentono, tramite apposite tagliatrici, di usare il plasma per il taglio dei materiali o alcune lavorazioni specifiche. Lo stato di plasma della materia, tuttavia, sopravvive per pochi secondi; oggi le sfide della fisica sono quelle di cercare di risolvere il problema del grande quantitativo di energia necessario per alterare lo stato della materia di partenza e quello della conservazione dell’energia rilasciata dal plasma.
Solo risolvendo questi due importanti problemi si potrebbe arrivare alla costruzione di centrali energetiche pulite. Attualmente in Francia si sta cercando di costruire una prima centrale a fusione nucleare ma i lavori richiederanno molto tempo. Questo tipo di energia, oltre che essere fruibile in gran quantità, risolverebbe il problema delle attuali centrali a fissione nucleare che, come ben sappiamo, producono come scarto un gran numero di scorie radioattive di difficile gestione e smaltimento.
Pur essendo il tema trattato molto complesso, il dott. Cremaschini ha saputo utilizzare termini comprensivi ed esempi efficaci, permettendo ai presenti di comprendere questo affascinante tema che rappresenta una sfida attuale per tutta l’umanità e per la ricerca scientifica.
Siamo certi che con il tempo, l’astrofisica e la scienza in generale saranno in grado di ampliare sempre più il bagaglio di conoscenze relativo ai plasmi e, tramite l’applicazione tecnologica delle loro proprietà, porteranno l’umanità ad entrare in una nuova era evolutiva, sia in termini di produzione energetica, che di progettazione ingegneristica; pensiamo ad esempio ad applicazioni oltreché in campo energetico, nella progettazione di nuovi propulsori più adatti all’esplorazione spaziale. Solo il tempo potrà dirci dove arriveremo, sembra proprio che il futuro dell’uomo dipenda oggi dalle scienze astrofisiche che, con grandissimo impegno, studiano e scrutano i segreti del cosmo.
Emanuele Lopez