Un insolito e inquietante ritrovamento ha destato allarme nella mattinata di martedì 18 febbraio a Rovato, dove due pistole a salve sono state rinvenute sul marciapiede di via Padre Luigi Corsini, posizionate con cura accanto a un palo della segnaletica stradale. La scoperta ha assunto contorni ancor più enigmatici per la loro vicinanza all’ufficio privato del sindaco Tiziano Belotti, che esercita la professione di architetto a pochi metri dal luogo del ritrovamento.

A notare le pistole per primo è stato il socio del primo cittadino, che ha immediatamente avvisato le Forze dell’Ordine. I Carabinieri della stazione di Rovato sono intervenuti tempestivamente, rimuovendo le armi che, per la loro costruzione e per le loro caratteristiche non sono comunque idonee a lanciare un proiettile, avviando gli accertamenti del caso. Sebbene non vi siano biglietti, messaggi minatori o altri elementi che possano indicare chiaramente un intento intimidatorio, la singolare collocazione degli oggetti ha inevitabilmente sollevato interrogativi.

Il sindaco Belotti ha espresso perplessità e una certa preoccupazione: “Le pistole sono state trovate a dieci metri dal mio ufficio. Non so se fossero un messaggio per me o per qualcun altro, ma certamente non sono state lasciate lì per caso. Cerco di capire se possa esserci un collegamento con qualche episodio che mi riguarda, ma al momento non mi viene in mente nulla. Se in futuro dovesse accadermi qualcosa, allora questo ritrovamento potrebbe assumere un significato diverso”.

Pur ritenendo che l’episodio non possa essere liquidato come una semplice dimenticanza o uno scherzo di cattivo gusto, il Sindaco non esclude che il messaggio – se di avvertimento si tratta – possa essere indirizzato a qualcun altro. Via Padre Luigi Corsini è infatti una zona residenziale piuttosto frequentata, e la scelta del punto esatto in cui sono state collocate le due riproduzioni d’armi lascia aperte molte interpretazioni.

Le indagini proseguono e tutte le ipotesi restano sul tavolo. Nel frattempo, l’accaduto ha inevitabilmente acceso i riflettori sul tema della sicurezza urbana, alimentando il dibattito su eventuali misure di controllo da implementare per prevenire situazioni analoghe in futuro.

In Italia, le minacce e le intimidazioni nei confronti dei Sindaci e degli Amministratori locali rappresentano un fenomeno allarmante e persistente. Secondo il rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico, nel 2023 sono stati registrati 315 atti intimidatori, equivalenti a un episodio ogni 28 ore. Questo dato evidenzia una lieve diminuzione rispetto ai 326 casi del 2022, ma il problema rimane significativo. La distribuzione geografica di questi atti vede una prevalenza nel Sud Italia e nelle isole, con la Calabria al primo posto con 51 casi nel 2023. Al contempo, si registra un incremento degli episodi nelle regioni settentrionali, che rappresentano il 39% del totale nazionale. 

Per contrastare questo fenomeno, la legislazione italiana ha introdotto misure specifiche. La legge 3 luglio 2017, n. 105, ha inasprito le pene per chi minaccia o usa violenza contro sindaci e amministratori locali, prevedendo la reclusione da tre a otto anni per tali reati. Inoltre, l’articolo 338-bis del codice penale punisce chiunque usi violenza o minaccia per impedire o turbare l’attività di un sindaco, assessore o consigliere comunale. 

Nonostante queste disposizioni, il fenomeno delle minacce agli amministratori locali persiste, richiedendo un’attenzione costante e l’implementazione di ulteriori strategie di prevenzione e protezione per garantire la sicurezza di chi è impegnato nella gestione della cosa pubblica.

Mauro Ferrari