Le sfide del presente come opportunità per il domani: questa, in estrema sintesi, la prospettiva con cui Confagricoltura si presenta a Lombardia Carne, appuntamento tra i più significativi a livello regionale per quanto concerne il mondo dell’allevamento e di tutte le aziende dell’indotto.

A portare la voce dell’organizzazione bresciana è stato il suo Presidente, Giovanni Garbelli.

Presidente Garbelli, come va e come sta l’agricoltura del nostro territorio?

L’agricoltura bresciana continua a essere solida nonostante tutte le criticità, forte e innovativa. E il sistema Brescia continua a ricoprire un ruolo da protagonista, in particolare in agricoltura: tutti i settori sono in crescita o si stanno consolidando. Proseguendo nel trend degli ultimi anni, l’imprenditorialità in agricoltura a Brescia è in calo, di contro si registrano sviluppi in termini di personale e specializzazione. Nel 2024 si contano 9.214 imprese agricole, che rappresentano il 22% del totale delle aziende agricole della regione e circa l’8% dell’intera imprenditorialità locale. Il panorama imprenditoriale mostra una contrazione (meno 150 nel 2024), ma con flessioni inferiori rispetto al regionale e nazionale. La produzione di latte aumenta del 2,4% e si conferma la principale voce dell’agricoltura bresciana, leader regionale e nazionale anche nel 2024, così come nei prezzi, grazie anche alle politiche del consorzio Grana Padano. Nel 2024 la crisi del settore suinicolo ha rallentato, con Brescia che mostra segnali di forza rispetto allo scenario lombardo e nazionale, ma il numero di allevamenti cala del 4,9%. Anche l’avicoltura bresciana risponde positivamente a un settore regionale in sofferenza e con risultati superiori rispetto a quelli nazionali.

E rispetto alle epizoozie? 

Anche da noi permangono alti i pericoli della PSA, con le misure di biosicurezza che devono continuare a essere elevatissime. Non da meno, serve rigore nel controllo della fauna selvatica. E grande attenzione va posta all’aviaria, che continua a colpire fuori dal nostro territorio. L’avanzare delle epizoozie allarma gli allevatori e preoccupa il settore zootecnico. Confagricoltura sta monitorando con attenzione, chiedendo un ulteriore sforzo dal punto di vista della biosicurezza nelle strutture, a fronte del rischio di abbattimenti e dei conseguenti lunghi tempi nell’erogazione dei ristori, nonché maggiori risorse.

Quali sono le sfide dell’agricoltura oggi?

Abbiamo davanti tante sfide, per portare l’agricoltura a essere protagonista. È una fase molto impegnativa per tutto il settore. La sfida italiana è quella di creare un piano di crescita a lungo termine, lontano dalle strette ideologie e capace di dare alle imprese agricole competitività e giusto reddito. Urge una strategia pluriennale che possa definire il percorso degli agricoltori e le politiche per il rafforzamento anche nel campo delle rinnovabili, oltre che verso una digitalizzazione consapevole, non imposta e coercitiva, ma incentivata e stimolata.

Le agroenergie sono fondamentali per il futuro del Paese…

Continuiamo a essere preoccupati per il futuro delle agroenergie. Il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo per la transizione energetica italiana necessita di un quadro di regole chiaro, che incoraggi gli investimenti delle imprese agricole. A fronte di una buona ripresa degli investimenti negli ultimi due anni, in particolare sul fotovoltaico, i recenti interventi normativi rischiano d’incidere sulla propensione agli investimenti e rallentare il raggiungimento degli obiettivi al 2030. L’auspicio è che si facciano presto i provvedimenti e che si scongiuri un quadro di misure eterogenee che impatti sui percorsi autorizzativi e che limiti le speculazioni sui nostri terreni produttivi. L’assetto normativo delle agroenergie è stato faticosamente delineato nel corso degli anni, ora occorre garantire una continuità di sviluppo attraverso disposizioni di carattere fiscale, autorizzativo, d’incentivazione a investire sull’energia verde come attività connessa alla principale. L’agrivoltaico e le Cer sono tra le innovazioni più interessanti per lo sviluppo delle rinnovabili in agricoltura. 

Quale è il messaggio che volete lanciare dalla Fiera di Rovato per il futuro?

È evidente che oggi serve una strategia e una visione comune di medio e lungo periodo. Confagricoltura Brescia parte da una visione chiara per costruire un futuro solido per i nostri agricoltori e per il Paese. Definire obiettivi è il primo passo per costruire una strategia efficace, non possiamo limitarci a navigare a vista, reagendo alle crisi man mano che si presentano. Per questo abbiamo bisogno di un Piano pluriennale europeo e italiano. Quello che stiamo vivendo è un momento determinante perché, dopo anni di difficoltà e contrasti, finalmente pare che il nostro modello di agricoltura si stia affermando, il mercato sta iniziando a dare segnali migliori. Sono però ancora tante le criticità da affrontare: la burocrazia asfissiante e i troppi vincoli, i problemi legati al clima e alle commodities, al mondo delle assicurazioni e alle epizoozie, oltre alla coesistenza di nuovi interessi sulle agroenergie e alla persistente difficoltà nel reperire manodopera. Bisogna dare una svolta all’Italia, mollare i freni e ripartire, bisogna liberarsi dai troppi vincoli: noi agricoltori bresciani siamo pronti.