Nel novero delle tradizioni franciacortine, Lombardia Carne è, per essenza e storicità, “la festa” identitaria di Rovato e del suo territorio. Testimone eccezionale di un’arte – quella dell’allevamento e della selezione del bestiame – che vanta radici plurisecolari, la rassegna rovatese, giunta quest’anno alla 134esima edizione, promette grandi novità, pur mantenendosi fedele alla sua più intima essenza.

Ne abbiamo parlato con il Sindaco di Rovato Tiziano Alessandro Belotti, il quale, insieme all’Amministrazione da lui presieduta e agli Uffici Comunali s’è speso in prima persona per l’organizzazione della kermesse.

Sindaco, questa edizione di Lombardia Carne cade nel suo decimo anno alla guida di Rovato: se dovesse sintetizzare cosa significa questa rassegna per la comunità che ha l’onore di governare, come la descriverebbe?

Lombardia Carne è una manifestazione fieristica quasi unica nel panorama nazionale. Non è una fiera dell’agricoltura o del bestiame, come ce ne sono tante nella nostra Italia, ma è una fiera del mondo agricolo dedicata in special modo alla carne. Un alimento indispensabile per l’uomo, soprattutto nell’età dello sviluppo, e che ha segnato profondamente tutte le nostre epoche passate in maniera indelebile. Sotto l’aspetto economico, sociale e pure religioso, come abbiamo ampiamente dimostrato nel recente convegno ‘Carnem manducare’ che abbiamo tenuto a Rovato e Brescia con docenti di oltre 50 università italiane ed estere e decine di esperti nazionali ed internazionali.

Rovato è sede da sempre di un grande mercato del bestiame. La carne con tutta la sua filiera è parte essenziale della nostra identità comunitaria. A partire dall’allevamento degli animali, la macellazione col nostro storico macello comunale, la realizzazione del primo macello in Italia a marchio CEE, i negozi della carne con le nostre bellissime macellerie, e la ristorazione. I bolliti, a partire dal quinto quarto e fino ai più nobili come il biancostato e il cappello del prete, e quindi il nostro piatto tipico che è sua maestà il Manzo all’olio di Rovato, stanno a dimostrare quanto sia profondo il legame della nostra cittadina col suo mercato e con la carne di qualità.

Un legame che ancora oggi è strettissimo e che tutti gli anni tentiamo di rinnovare e di migliorare nella nostra rassegna. Non perché siamo romantici. Certo c’è una storia lunga e profonda che va rispettata e perpetuata: ma l’agricoltura, l’allevamento, la macellazione e la ristorazione di qualità sono ancora oggi settori importanti, direi essenziali nell’economia sociale rovatese e bresciana.

Questa kermesse è frutto del lavoro degli Uffici del Comune e dell’attenzione della sua compagine amministrativa: una scelta che comporta non poche difficoltà…

Normalmente l’organizzazione di manifestazioni di carattere nazionale come la nostra ‘Lombardia Carne’ vengono affidate a strutture o società esterne al Comune create ad hoc. Ed invece, da tempo immemore, ma comunque almeno da 134 anni, la nostra fiera viene interamente gestita, realizzata ed organizzata dalle strutture comunali con l’apporto degli amministratori e, va detto, di tanti collaboratori esterni, senza i quali sarebbe davvero impossibile gestire tutta la complessa organizzazione. Ma la testa della fiera è sempre rimasta saldamente e gelosamente all’interno del Comune di Rovato, quasi fosse un pezzo del Comune stesso, a rimarcare il legame profondissimo della manifestazione con l’intera comunità rovatese. Questa situazione naturalmente comporta uno sforzo straordinario di tutti i dipendenti del Comune, che non posso che ringraziare per la disponibilità e per il grandissimo lavoro che svolgono per mesi interi alla programmazione, alla preparazione e all’allestimento della fiera.

Venendo alla prossima 134esima edizione, cosa aspettarci di nuovo rispetto agli scorsi anni?

‘Lombardia Carne’ è una vetrina del mondo agricolo, dell’allevamento e della selezione del bestiame e delle carni. Una filiera ipercontrollata per ottenere un cibo sano, genuino e saporito che troveremo sulle nostre tavole a soddisfare i palati più esigenti. Quest’anno oltre ai convegni di Venerdì 4 Aprile di Confagricoltura e di Coldiretti che inaugureranno l’edizione numero 134, avremo un appuntamento imperdibile il sabato pomeriggio. Il giornalista enogastronomico Riccardo Lagorio con Giacchino Bonsignore e con illustri ospiti della ristorazione tra cui Mauro Piscini, Patron del Miramonti l’Altro, parleranno del valore e del significato del cibo sano e autentico preparato con grande sapienza. E la domenica in fiera sarà presente anche il cuoco Andrea Mainardi a ribadire tali concetti, con proposte sempre innovative preparate al momento. Sempre in fiera, novità assoluta di quest’anno, accanto alle carni si potranno poi ammirare una ventina di formaggi provenienti da tutta Italia, che sono una selezione accuratissima di quelle piccole produzioni locali radicate indissolubilmente al territorio di provenienza, di altissima qualità e dai sapori unici ed eccezionali. Per non dimenticare che Rovato, nel tempo, fu anche un grande mercato dei derivati del latte.

Per chi vorrà ricordo inoltre la cena del sabato sera: in 400, accompagnati da buona musica ci gusteremo nella struttura fieristica il nostro piatto DeCo: il Manzo all’olio di Rovato preparato appositamente dai nostri ristoratori come da protocollo. Appuntamento immancabile per chi volesse capire il significato del mangiare bene per noi rovatesi.

Lombardia Carne è, per definizione e vocazione, baluardo della migliore tradizione zootecnica del territorio. Come considera – o come legge, se preferisce – questa sempre più massiccia disponibilità di “nuovi cibi” – leggasi insetti e pietanze “stampate” in laboratorio – sulle nostre tavole? Orrore o opportunità?

Tutta l’Italia è caratterizzata da cibi splendidi e da vini eccezionali. La fertilità della terra, la varietà dei suoi frutti e il lavoro e la sapienza dei nostri avi hanno contribuito a creare piatti tradizionali, vini e bevande che tutto il mondo ci invidia. E che la gente di tutto il mondo vorrebbe assaggiare e gustare magari proprio qui da noi, nel nostro bellissimo paese.

I cibi di laboratorio e i cibi proteici a base di insetti o di chissà cosa possono essere una fonte alternativa alla nutrizione in caso di necessità o di penuria di cibo locale, ma non potranno mai rappresentare un esempio di buona tavola coma la intendiamo noi mediterranei, almeno oggi. Aggiungo che per produrre 1 chilogrammo di cibo sintetico si utilizza oggi molta più energia di quanta ne utilizzi la natura per produrre la stessa quantità di cibo. Quanto agli insetti e alle farine di cose varie le lascerei volentieri ad altri, anche se… de gustibus non est disputandum.

Infine, un’ultima curiosità. Anche in vista del prossimo appuntamento elettorale, come vede il futuro di Lombardia Carne? 

Oggi roseo.

Ma potrebbe diventare fosco, dipende tutto dai rovatesi. In questi anni, anche in Consiglio Comunale, mi sono imbattuto in soggetti che dimostrano di non aver colto appieno il significato di queste manifestazioni. E, fatto ancor più grave, di ignorare la lunghissima e magnifica storia del loro territorio. Chi non si confronta con la storia o non ne riconosce le articolazioni e le diverse sfumature tende a ridurre i fatti umani a mero elemento economico e di profitto.

Ma difficilmente soggetti così arriveranno a governare la nostra bellissima cittadina: i rovatesi in queste faccende sono attenti e severissimi.

Quindi futuro roseo, molto roseo anche domani. Rovato possiede un patrimonio di storia e di saperi e di tradizioni assolutamente unico, del quale essere convintamente orgogliosi. Oggi e ancora di più domani.